In linea di principio il nuovo indirizzo offrirebbe sia la possibilità di accedere all'attività produttiva sia quella di proseguire gli studi. È però evidente che, dato il tipo di preparazione fornita al neodiplomato (il cui titolo equivale ad una maturità scientifica), la prima strada sarà percorribile solo dopo seri corsi di formazione all'interno delle aziende, o nelle strutture regionali di specializzazione professionale.
Rispetto alla seconda possibilità, invece, l'indirizzo scientifico-tecnologico si presenta proprio come il canale di formazione apposta per l'accesso alle facoltà scientifiche e a quella d' ingegneria. Ovviamente rimane aperta anche la possibilità, prospettata sopra, delle "lauree brevi".