Linking Students Pavia - Mozambico
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19/04/2007
Stage degli studenti mozambicani a Pavia
Dal 15 al 29 Aprile...

19/04/2007
Seminario intermedio del gemellaggio a Pavia
Dal 28 al 29 Aprile...

 

IL GEMELLAGGIO

 

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CONTESTO

L'Italia ha da tempo sviluppato un peculiare rapporto di solidarietà e di cooperazione con il Mozambico. Pur non essendo infatti una ex colonia, né rivestendo un ruolo strategico per l'Italia, verso cui non esiste neppure una forte immigrazione di mozambicani, nel corso degli ultimi trent'anni si è investito molto in questo Paese. E l'Italia è stata ripagata da una forte amicizia e dall'assunzione di un ruolo politico significativo: gli accordi di pace, che hanno posto fine a 15 anni di guerra civile, sono stati firmati a Roma, a seguito di un ruolo mediatore tutto italiano. Da allora il Mozambico ha dimostrato di saper imboccare la strada della reale pacificazione e della seppure lenta e difficoltosa crescita sociale, economica, istituzionale. La conferenza internazionale, che doveva rispondere all'emergenza causata dalla drammatica alluvione del gennaio 2000, ha trovato ancora a Roma la sua sede naturale di svolgimento.

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Il Mozambico è anche uno dei paesi più poveri al mondo. Nella classifica sullo sviluppo compilata dalle Nazioni Unite, il Mozambico figura al 157° posto su 162 paesi censiti. Su due bambini nati, uno non giungerà a 40 anni di età e solo il 30% può sperare di arrivare a 65 anni. Oltre il 20% muoiono prima di arrivare a 5 anni (per dare un paragone in Italia la percentuale è dello 0,6%). Oltre il 69% della popolazione è al di sotto della soglia della povertà. Il sistema educativo mozambicano riflette totalmente i dati sopra citati. Gli studenti mozambicani hanno bisogno di tutto. La percentuale di analfabetismo raggiunge il 57%, ma tra le donne è pari al 72%, e il livello qualitativo degli insegnanti è chiaramente insufficiente.

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Le condizioni in cui gli studenti, soprattutto quelli della scuola primaria (elementare), sono costretti a lavorare sono davvero insostenibili. Le aule, quando ci sono, sono drammaticamente insufficienti e costringono gli studenti, anche i più piccoli, a frequentare la scuola su diversi turni, fino alla sera. In molti altri casi non hanno una struttura a disposizione e seguono le lezioni sotto un albero, non hanno banchi dove scrivere e si appoggiano i quaderni sulle ginocchia, stando seduti per terra perché sono senza sedie. La situazione relativa al materiale didattico e scolastico è altrettanto difficile.

Il Mozambico poi è un territorio vastissimo dove vivono circa 18 milioni di persone, di cui il 44,9% sono bambini sotto i 15 anni. La popolazione risiede in agglomerati sparsi in questo territorio e le scuole necessariamente si concentrano in alcune località costringendo gli studenti a lunghi percorsi.
E' evidente quindi il bisogno di aiuto e la nostra Cooperazione governativa come pure quella degli altri paesi industrializzati, fa molto per alleviare queste difficoltà. C'è l'esigenza di concentrarsi laddove l'impatto è maggiore, i distretti sono più popolosi, le scuole più grandi, c'è la necessità di formare gli insegnanti, lottare contro la diffusione di malattie, migliorare l'igiene. Facendo questo però ci si lascia indietro le scuole più piccole, quelle più decentrate. Esiste quindi uno spazio, un larghissimo spazio per aiutare i più poveri, i più dimenticati, quelli che non chiedono perché neanche sanno a chi chiedere.

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